Mercoledì 7 Giugno ore 14.30! – È semplice comunicare. Linguaggio audiovisivo e afasia –

Una ricerca sulla pragmatica della comunicazione multimediale. Progetto curato scientificamente e sviluppato dalla sezione del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione di Cinedumedia e promosso dalla Fondazione Carlo Molo onlus.

Mercoledì 7 giugno alle ore 14.30 Auditorium Quazza del Centro di Ricerca Cinedumedia

Via Sant’Ottavio 20 – Torino

Relatori

Lorenzo Denicolai (docente di antropologia dei media e ricercatore sul progetto)

Renato Grimaldi (direttore Dip. Filosofia e Scienze dell'Educazione)

Alberto Parola (docente di pedagogia sperimentale)

Ambrogio Artoni (docente di antropologia dei media)

Barbara Bruschi (docente di pedagogia speciale)

Valentina Borsella (responsabile progetti – Fondazione Carlo Molo onlus)

Il progetto è curato scientificamente e sviluppato dalla sezione del Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione di Cinedumedia e promosso dalla Fondazione Carlo Molo onlus.

 

Come nasce questa ricerca

La Fondazione Carlo Molo Onlus sostiene dal 2000 il Progetto Afasia le cui attività sono legate alle pratiche espressive artistiche. Il progetto si occupa di persone afasiche cioè di coloro che a seguito di una patologia neurologica spesso improvvisa (ictus, trauma cranico, ecc.) accusano difficoltà nell’uso delle diverse componenti del linguaggio. Questo disturbo pesa sulla sfera comunicativa, psicologica e relazionale. Le lesioni subite non alterano l’intelligenza né la sfera emotiva; per questo, spesso le persone che ne sono affette “scompaiono” a livello sociale e relazionale. Attorno a questa incapacità di comunicare e al deficit di attenzione ad essa collegata, oltre alle terapie riabilitative, la Fondazione svolge attività legate al tempo libero e alla cultura per consentire alle persone afasiche di ritrovare un proprio ruolo sociale e relazionale. Per le persone afasiche è fondamentale anche trovare altre modalità di comunicazione, o adattare ai propri bisogni, la fruizione di espressioni artistiche e mass mediatiche. (Cinema, teatro, TV, giornali, libri ecc.) E’ possibile per una persona afasica trovare un modo di fruire al meglio un film? Forse sarebbe meglio dividerlo in episodi che consentono di interrompere la visione quando si è stanchi e non si riesce più a seguire? Come interpreta la visione di un film una persona afasica. Di quali meccanismi ha bisogno per poterne fruire in tranquillità?

La ricerca di Cinedumedia dà risposta ad alcuni di questi quesiti. La ricerca della durata di tre anni ha sviluppato un vero e proprio modello di format per la televisione (o webtv), in grado di supportare e di facilitare la fruizione di contenuti audiovisivi per le persone affette da afasia e, indirettamente, per tutti coloro che hanno problemi di comprensione, di attenzione e di memoria. Il prototipo è stato arricchito con elementi di potenziamento cognitivo (come immagini e scritte grafiche) ideati e studiati dal gruppo sperimentale di quale fanno parte due persone afasiche che hanno collaborato direttamente a tutte le fasi di produzione del prototipo.

Dalla fruizione alla produzione. Il modello può essere applicato a diversi prodotti audiovisivi. Può permettere alle persone afasiche di essere produttori del supporto stesso. Il format può essere applicato ad ogni supporto che preveda un racconto (testo) e l’immagine (fissa o in movimento). Il nuovo obiettivo oltre alla continuazione della ricerca, è quello di sviluppare un Laboratorio produttivo di ideazione e realizzazione di un format divulgativo della realtà culturale del contesto cittadino. Da sottolineare il fatto che dal 2010 la Fondazione Carlo Molo onlus ha ideato e aggiorna il portale isabile.it che sarà in grado di accogliere le produzioni filmiche del Laboratorio

Le interessanti ricadute della ricerca

Il modello realizzato ha evidenziato alcune interessanti potenzialità:

– dal punto di vista linguistico, le persone coinvolte sono riuscite a tradurre in immagini ciò che avevano precedentemente pensato; in alcuni casi, l’attività si è dimostrata utile anche a ‘risvegliare’ abilità tecniche e cognitive compromesse dall’accidente cerebrovascolare.

– dal punto di vista percettivo, sono state evidenziate le potenzialità comunicative delle immagini, del gesto e della mimica a corollario dell’atto linguistico,

– dal punto di vista sociale, è emerso che l’attività può consentire di riappropriarsi di dinamiche sociali e di gruppo e di sentirsi nuovamente parte di una realtà in grado di ‘produrre’ e di esprimersi;

– dal punto di vista culturale e divulgativo, l’attività permette agli afasici di realizzare prodotti per afasici secondo i propri tempi espressivi e comunicativi, la produzione di video di afasici per afasici è quindi idealmente rispondente a ogni particolare difficoltà percettiva e cognitiva. Il prototipo può servire a realizzare audiovisivi che permettono di dare voce alle attività della Fondazione.