Afasia


Dal 2014, la Fondazione Carlo Molo Onlus ha stretto una convenzione con il CEM per la realizzazione di un progetto sperimentale di pragmatica della percezione e della comunicazione con i linguaggi dell’audiovisivo e multimediali con il coinvolgimento di persone affette da afasia.

La ricerca, che è giunta al secondo anno di attività, mira a comprendere come persone affette da afasia post ictus possano arricchire la propria pragmatica comunicativa attraverso l’uso dei linguaggi mediali e delle tecnologie. L’obiettivo finale del progetto è l’ideazione, lo sviluppo e la sperimentazione di un prototipo di comunicazione audiovisiva semplificata che  consenta a chiunque una più facile fruizione del messaggio.

La prima fase di attività è da considerarsi di valore euristico, poiché il gruppo di ricerca ha sperimentato alcune dinamiche di pragmatica della comunicazione con l’audiovisivo nel tentativo di acquisire informazioni e conoscenze utili al prosieguo della sperimentazione. Per questo sono state organizzate delle vere e proprie sessioni di ripresa, durante le quali i pazienti afasici coinvolti hanno provato a raccontare la loro quotidianità attraverso la telecamera. Successivamente, i partecipanti si sono cimentati nel montaggio video e nello speakeraggio. Il prodotto realizzato, di fatto un primo prototipo di comunicazione audiovisiva, è stato utile per gettare le basi alla successiva continuazione del progetto sperimentale, che è partito nel febbraio 2015.

In questa seconda fase, servendoci del software di editing video Final Cult (X e Pro), alcuni pazienti affetti da afasia sono stati coinvolti in un’attività di sintagmatica con il video, Scopo della sperimentazione è valutare come, sostituendo alle parole le immagini, le persone possano nuovamente impratichirsi della consapevolezza di ordinamento sintagmatico. I materiali sono stati tratti da alcune scene di film (per lo più commedie dallo schema narrativo piuttosto ripetitivo) e da cartoons (Tom & Jerry, Wile il Coyote). Ai partecipanti sono state sottoposte delle sequenze tagliate in scene della durata di pochi secondi l’una, invitandoli a dare loro un nuovo ordine (e soprattutto un senso compiuto). Particolarmente interessante è stato vedere come, successivamente, i pazienti si siano incuriositi al funzionamento sintagmatico e abbiano voluto provare a montare delle immagini fotografiche su tracce musicali (“L’Estate” di Antonio Vivaldi e l’ouverture da il “Macbeth” di Giuseppe Verdi).

Di seguito, alcune immagini dell’attività 2015 in attesa della ripartenza dopo la pausa estiva.

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